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 "Amore, luce e vita" - capitolo 53
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Inserito il - 15 Maggio 2022 :  19:52:30  Visualizza profilo  Modifica messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente
Capitolo 53

da Amore, luce e vita
Devinder Bir Narendra e Eileen Florence Wigg


Quando il Maestro volò a Tampa, sulla costa occidentale della Florida la sera del 27 dicembre, stava per iniziare il programma di quello stato. Dopo essere stati accolti da tre capigruppo della Florida, il Maestro fu accompagnato a Palmetto (a circa ottanta chilometri), dove sarebbe rimasto quella notte.

A St. Petersburg, il giorno dopo, organizzarono i colloqui all’Hotel Toffenetti. In una pausa per il pranzo il Maestro fu guidato fino alla casa di una signora iniziata. Alcuni anni dopo, questa signora riferì lo strano avvenimento mentre il Maestro era a casa sua a St. Petersburg.
Nel cortile cresceva un albero di arance che per molti anni fu sterile. Il giardiniere aveva detto: “Questo albero non produrrà mai frutti!” Durante il soggiorno il Maestro fece alcune passeggiate per i terreni e il giardino, la mattina e la sera.
La cosa sorprendente fu che dalla visita del Maestro in poi questo stesso albero produsse arance ogni anno, per tutto l’anno. La qualità di queste arance fu confermata da due bambini che un giorno chiedevano educatamente un po’ di frutta dell’albero. Un bambino disse: “Queste arance sono deliziose perché ho già mangiato da quest’albero; il Signore è venuto a benedirle!” Forse lo stesso albero è ancora lì in quel cortile.
Kirpal tenne due discorsi presso lo Scottish Rite Club e il 29 mattina fu l’oratore ospite per il gruppo della United Church. Parlò di religioni comparate.
Il 30 dicembre, il sindaco di St. Petersburg, signor Herman Goldner, regalò al Maestro la chiave della città. La stampa era presente in forze e la cerimonia fu trasmessa su due canali. Quella sera Kirpal parlò al Women’s Club di Sarasota (quarantacinque chilometri da St. Petersburg). Il fitto programma era stato intrecciato con periodi di colloqui per iniziati e funzionari. L’iniziazione fu all’Hotel Toffenetti, seguita più tardi da un discorso informale con i nuovi iniziati nel salone, che versò su un certo numero di aspetti degli insegnamenti del Maestro. Quella sera Kirpal parlò a tutti i discepoli e diede loro consigli per l’inizio del nuovo anno, che era l’indomani.

Il giorno di capodanno 1964 ebbe inizio con un altro discorso prima che il corteo partisse per Miami, un lungo viaggio di quattrocentotrenta chilometri. In serata Kirpal arrivò a Miami per soggiornare nella casa di Phil ed Etta Perrin nel nord-est della città.
Anche Jerry Astra Turk, capogruppo a Miami, insieme a molti iniziati accolsero il Maestro e il seguito. Ci fu un discorso informale dopo una breve pausa di riposo e ristoro. La casa dei Perrin fu una porta sempre aperta per tutta la durata del soggiorno. C’era sempre cibo per tutti, con i Perrin a disposizione per offrire ospitalità.
Dopo la meditazione del 2, un’intervista nell’ufficio del Miami Herald portò a un eccellente articolo sul giornale. I membri della stampa erano presenti quando il Maestro fu accompagnato per vedere il Seaquarium il 4 gennaio dove fu ricevuto dal direttore delle relazioni pubbliche dello stabilimento. I delfini, visibilmente compiaciuti della vicinanza del Maestro, provocarono una leggera sensazione quando fu loro permesso di appoggiarsi sulla parete della vasca. Come il Maestro avvicinò la mano, apparve un delfino per “mordicchiare” la manica, per la grande gioia dell’enorme folla, composta da membri del pubblico e parecchi iniziati. “Spuntò” (letteralmente) anche un lamantino o vacca marina per l’occasione, una rarità per quel mammifero. Un ragazzo, che osservava con la madre, dichiarò molte volte in modo eccitato che Gesù era venuto al Seaquarium.
I discorsi serali furono tenuti in vari luoghi. Ogni giornata era piena di colloqui e incontri. Il reverendo Mark A. C. Karras insignì Kirpal dell’Ordine Imperiale di San Costantino il Grande, a nome dell’Hellenic Sector del Constantinian Order negli Stati Uniti. Il reverendo parlò dei principi della Fratellanza e di quanto fossero simili a quelli degli ordini bizantino e costantiniano. Kirpal diede un breve discorso e fece riferimento ad alcuni leader che aveva incontrato ad Atene.

Prima di partire per Panama, il Maestro tenne un discorso agli iniziati la mattina del 7 gennaio. Il volo per Panama partì a metà pomeriggio e arrivò alle 20:30; il Maestro fu accolto dai capigruppo che erano anche i padroni di casa nonché da un’enorme folla di iniziati e personale della stampa che fece un servizio completo sull’arrivo di Kirpal in modo molto efficiente, considerando la condizione di Panama in quel momento, con l’immediata pubblicazione sui quotidiani.
I disordini a Panama resero ostica la parte pubblica del programma, che il giorno seguente comprendeva colloqui con i discepoli, una conferenza stampa, un’intervista televisiva e un discorso serale al Canal Zone Jewish Welfare Board. Questo stesso luogo fu utilizzato la sera successiva. A questo punto del programma avviarono la legge marziale in città e bandirono tutte le funzioni pubbliche. Questo includeva il programma della Ruhani Satsang. Sebbene le strade fossero costantemente minacciate dal pericolo, i figli del Maestro e gli altri ricercatori sfidarono il problema e accettarono il rischio. Quelli che lo fecero, godettero di bei momenti con il Maestro e di preziose sedute di meditazione.
La visita del Maestro a Panama agì come punto d’incontro non solo per chi viveva a Panama, ma per molti altri paesi del Centro e del Sud America. Alcuni di questi iniziati e ricercatori fecero migliaia di chilometri per stare con il Maestro, compreso il capogruppo della Bolivia, che aveva assunto l’importante lavoro di tradurre i libri del Maestro in spagnolo.

Sulla strada per il discorso del 9, il piccolo convoglio (composto dalla macchina del Maestro, da quella di un’iniziata con i due piccoli figli e altri tre, più altre due macchine piene di amati) fu attaccato da una grande folla di rivoltosi. Con imprecazioni contro gli americani ruppero il parabrezza di una delle auto; era quasi impossibile vedere. Questa macchina e le altre che seguivano, furono di conseguenza separate dalla macchina del Maestro. Nascondendosi dietro il volante, l’autista accelerò e riuscì a superare il peggio della folla. L’auto dietro seguiva da vicino e anch’essa attraversò. Tutte le auto che seguivano il Maestro erano malridotte, danneggiate dai sassi che avevano scagliato contro, ma nessuno era ferito. Uno dei bambini aveva gridato con giubilo d’incoraggiamento agli altri nell’auto: “Non preoccupatevi, il Maestro è con noi!” E così fu.
Quando il convoglio raggiunse l’auditorium, il Maestro era lì, in attesa. Andò direttamente da una delle autiste, che era, per quanto illesa, coperta di vetri rotti. Di fronte alla preoccupazione del Maestro per lei, lo ringraziò semplicemente per aver salvato tutti.
Un negozio di proprietà dei capigruppo era vicino a un edificio che era stato bruciato. Quando i rivoltosi arrabbiati lo raggiunsero, uno di loro gridò: “No, questo non è americano!” Ringraziarono il Maestro per questa grazia.
Quella notte notizie di altri disordini nella loro zona residenziale causarono un po’ di panico. Il Maestro ordinò a sei uomini di sorvegliare il quartiere e tutti gli altri dovevano dormire – ogni notte fino al ritorno della pace. Anche dopo gli avvertimenti dei militari che tutti dovevano andarsene, Kirpal rassicurò tutti, ma disse loro di stare in guardia. La protezione del Maestro fu chiaramente palese per tutti durante quei giorni ansiosi, e nessuno collegato al Maestro soffrì alcun disagio.
Tuttavia, un inconveniente provocò alcuni piccoli problemi. L’edificio della Pan American Airlines fu incendiato dai rivoltosi. I passaporti del Maestro e degli altri membri indiani del seguito erano stati lasciati alla compagnia aerea per completare le prenotazioni dei voli, e i passaporti bruciarono nell’incendio; dovevano essere sostituiti il più rapidamente possibile attraverso il corpo diplomatico indiano. Tutti convennero che questo era un contrattempo insignificante, rispetto al pericolo che pendeva sulla testa di tutti.
Il 17 gennaio, dopo aver completato la meditazione, l’iniziazione e (nelle case private) i discorsi del programma, il Maestro e il seguito s’imbarcarono su un volo della Pan American per Miami nel tardo pomeriggio. A Miami il Maestro rimase la notte a casa dei Perrin; un incontro con i discepoli fu organizzato al mattino, seguito da un discorso informale. Poi il volo per Baltimora partì nel pomeriggio con tutto l’entourage che continuò verso Washington su strada.

A Washington avviarono il programma finale del giro nordamericano con sedute di meditazione, discorsi pubblici e colloqui, una visita all’ambasciata indiana, una grande conferenza stampa e numerosi colloqui, specialmente con gli iniziati, che anelavano ogni opportunità di essere vicini al Maestro in quegli ultimi giorni prima della partenza per l’India.
Il 25 gennaio si tenne una celebrazione dell’imminente compleanno del Maestro (6 febbraio), alla quale parteciparono parecchi discepoli. Fecero una torta e quella sera fu presentata a Kirpal, anche se questa non è mai stata una cosa che approvò quando fu fatta a Delhi. C’erano molte candele sulla grande torta. Furono tutte accese e il Maestro obbligò le persone infervorate a usare il suo fazzoletto per “spegnere” le fiammelle. In tutti gli anni di compleanno Kirpal espresse disapprovazione per festeggiare quel giorno speciale, ma di solito la sua gentilezza, sapendo che l’unico motivo era l’amore, prendeva il sopravvento e tutti celebravano l’evento.

Dopo aver completato gli ultimi giorni impegnativi della tappa del Nord America, il 29 gennaio il Maestro e le due discepole indiane volarono da New York per l’India. Lasciarono dietro di sé molti occhi pieni di lacrime all’aeroporto.
Non era un volo diretto, ma passava da Francoforte, Germania. A Francoforte, solo per qualche ora, alcuni iniziati tedeschi ebbero la fortuna di poter godere brevemente della sua presenza. La tappa successiva era Monaco, dove si sarebbe imbarcato sul volo per Delhi. Frau Fitting e altri discepoli lo accompagnarono a Monaco. Lì, inevitabilmente, arrivò il triste addio finale e lui si imbarcò sull’ultimo volo. Dire “addio” al Maestro era stato molto doloroso per tutti gli amati, ovunque fosse successo, nel corso di tutto il giro. Alcuni trascorsero solo pochi giorni con lui, altri solo ore e altri ancora avevano cercato di stargli dietro per tutto l’itinerario, ma, ovunque si verificasse, dire addio al Maestro era un cosa straziante per quelli che lo amavano.
Alle 5 del mattino del 31 gennaio, l’aereo di Kirpal atterrò all’aeroporto di Delhi. Una macchina si avvicinò all’aereo e l’autorità aeroportuale chiese gentilmente a Kirpal di entrare nell’auto e andarsene eludendo l’immigrazione ufficiale e i controlli doganali per evitare di causare una grande congestione. Gli riferirono che la sala del terminal principale dell’aeroporto e altre aree erano gremite di amati: tutti ansiosi di avere uno sguardo fugace del Guru, che era stato lontano per così tanto tempo.
Per quanto ci provassero, fu impossibile aggirare le difficoltà poiché Kirpal fu visto mentre i funzionari lo stavano conducendo attraverso alcune zone. Tutta la folla si spinse avanti, ogni persona determinata a uscire dall’aeroporto e a incontrare il Maestro fuori. Kirpal fece del suo meglio per salutare quanti più possibile, ma su insistenza dei funzionari dell’aeroporto lasciò finalmente la zona in macchina, diretto al Sawan Ashram.
L’ashram era un luogo ancora più affollato, pieno di gioiosi discepoli che sorridevano l’uno all’altro e si congratulavano che oggi sarebbero stati ancora una volta alla sua presenza.
L’enorme mare di facce includeva persone provenienti da tutto il mondo, tuttiesedute felicemente ai suoi piedi mentre lui guardava con amore dall’alto del podio del Satsang. Alla fine Kirpal scese dal podio e s’incamminò lentamente verso la sua casa all’ashram dove Hardevi insistette che si riposasse per un breve periodo e prendesse del cibo.
Gli iniziati accalorati non furono gli unici a partecipare al benvenuto. Era presente anche una notevole selezione di dignitari religiosi, guidata da Muni Sushil Kumar, per salutare Kirpal e per congratularsi con lui per il suo lungo giro di successo. Una conferenza stampa si tenne il 2 febbraio, a cui parteciparono giornalisti e reporter che volevano informazioni sull’opera di Kirpal all’estero.
L’ashram ferveva di preparativi per l’arrivo della festa di compleanno. Ci sarebbero state molte più persone a riunirsi per l’evento. I sevadar rimasero operativi assegnando aree per dormire e mangiare; il personale della cucina dell’ashram stava organizzando freneticamente i pasti per diverse migliaia. C’era così tanto da fare e la giornata sarebbe arrivata presto.

Alla vigilia del compleanno ogni angolo del terreno dell’ashram era pieno di umanità addormentata, anche se molti erano troppo eccitati per dormire. La moltitudine innumerevole fu attirata da tutta l’India, come l’azione di un magnete – attirata da Kirpal in virtù di una magnifica forza d’amore. Come sempre aspettarono, speranzosi, che il Maestro uscisse dalla casa la mattina presto e, fino a quel momento, molti cantarono inni d’amore che lo pregavano di venire e unirsi a loro. E così fece, e tutti riuscirono ad avere il primo darshan della giornata. Fu un momento molto, molto speciale. Non appena li incontrò e li salutò a mani giunte, il silenzio calò ovunque e l’atmosfera era viva con amore e luce: un momento totalmente indescrivibile di meraviglia… un’esperienza rara.
Il Maestro disse a tutti di meditare – di fare l’uso migliore di questa rara opportunità – e lo fecero, per circa un’ora. Dopo un breve interludio per la colazione, ebbe inizio il Satsang mattutino e il podio era pieno di leader religiosi. Tutti avevano qualcosa di lodevole da dire su Kirpal.
Il resto della giornata andò avanti. Tutti pranzarono. Poi il Satsang serale. Fu una giornata lunga e felice. Il Maestro aveva composto il suo “Messaggio di compleanno” annuale da inviare a tutti i discepoli in tutto il mondo. Incluso nel messaggio disse: “Un vero uomo è chi è veritiero, conduce una vita di continenza, irradia amore per tutti gli altri, per amore di Dio che risiede in loro, e conosce il ‘dare’, ‘dare’ e sempre ‘dare’. Non perdiamo mai nulla quando diamo”.
C’erano centinaia di adulti e bambini che volevano ricevere il Naam e il giorno successivo fu dedicato all’iniziazione. Muni Sushil Kumar convocò una conferenza stampa, e fu organizzato un enorme Sant Samagam, o raduno di Santi, con la partecipazione di tutti i capi religiosi più membri del governo e altri funzionari, al fine di onorare Kirpal per il suo lavoro nel giro, compresa la diffusione dell’opera della Fratellanza Mondiale delle Religioni.
L’evento si tenne all’enorme Ramlila Grounds. Il pubblico presente era di migliaia di persone e gli applausi entusiasti si levavano sopra le voci degli oratori. Muni Sushil Kumar si assunse il compito di descrivere come il Maestro aveva lavorato per la Fratellanza durante tutto il giro, che, attraverso il suo amore e la sua saggezza, aveva fatto appello a così tante persone. Ogni leader a turno si alzò per esprimere apprezzamento per tutti gli sforzi di Kirpal durante i lunghi otto mesi all’estero.

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