Sul Satsang
Sadhu Ram Ji

alcune istruzioni per gli amati che hanno chiesto a proposito del Satsang


Abbiamo visto la grandezza unica del Satsang.
Nel Satsang ci sono perle e diamanti, ma sono conseguiti poco per volta da chi ha scoperto la grandezza del Satsang.
Solo il Satsang rimuove tutte le difficoltà e solo il Satsang salva chi annega.
Uno rimane sempre prospero - tale è la grandezza del Satsang.
Il Satsang è il miglior luogo di pellegrinaggio, fratello, per coloro che guadagnano mezzi di sussistenza onesti. Chi non lavora, rimane vuoto.
Venite tutti insieme nel Satsang e abbiate buon esito nelle vostre vite in modo che, infine, non sarete umiliati.
(Satguru Sant Ajaib Singh Ji Maharaj)


È bene che gli amati si riuniscano in un luogo per meditare, per ascoltare il Satsang e per cantare bhajan.
1. Nell’organizzare i Satsang fate in modo che non siano d’incomodo per gli amati. L’orario dei Satsang dovrebbe essere tale che possano parteciparvi senza danneggiare la professione e gli impegni familiari. Coloro che partecipano ai Satsang settimanalmente sono benvenuti e incoraggiati a farlo. A chi risultasse difficile questo, magari può partecipare una volta ogni due settimane o in un orario che è comodo per lui.
2. Nei Satsang si dovrebbero vedere registrazioni di Satsang attuali o di quelli di Sant Ajaib Singh Ji o di Sant Kirpal Singh Ji. Sono disponibili video, nastri, CD e sono tutti utilizzabili.
3. Lo scopo del Satsang è di accrescere l’amore tra i diletti e di vivere con amore e in armonia. Conducete e organizzate i Satsang dopo aver parlato con gli altri e, una volta consultatovi reciprocamente, prendete una decisione collegiale.
4. Solo un amato che medita in una posizione per sei ore, ha i requisiti necessari per dare un discorso al Satsang. Gli altri dovrebbero organizzare i Satsang, ma bisogna mostrare solo nastri, video, CD del Maestro e cantare bhajan. Quando si ritiene appropriato, si possono altresì leggere scritti del Maestro, ma senza commenti da parte di chi legge.
5. Una sessione di meditazione dovrebbe precedere il Satsang e il canto dei bhajan. Tutti gli amati dovrebbero cercare di arrivare abbastanza presto per sedere insieme in meditazione.
6. I diletti dovrebbero cercare di rimanere impegnati nel Simran durante il Satsang per poi andarsene silenziosamente senza farsi coinvolgere in discussioni o conversazioni, e di trattenere il beneficio del Satsang il più a lungo possibile.
7. Maharaj Kirpal Singh Ji e il Satguru Ajaib Singh Ji dichiararono che dovremmo tralasciare centinaia di lavori urgenti per partecipare al Satsang e migliaia di lavori urgenti per meditare.


I Mahatma hanno cantato le lodi del Satsang, hanno affermato che è il fattore più importante per avere buon esito in meditazione. Il Maestro Sawan Singh diceva: “Il Satsang è il recinto che protegge la meditazione”. (Sant Ajaib Singh Ji)
Bhai Mardana era un discepolo molto amorevole, devoto di Guru Nanak e lo accompagnava sempre in ogni giro. Una volta Guru Nanak gli elargì la grazia e innalzò la sua anima. Quando entrò nell’intimo, vide le fontane di nettare e domandò a Guru Nanak Sahib: “Maestro, che cosa sono e dove si riversano?”. Guru Nanak Sahib rispose: “Sono le fonti di nettare che zampillano e si riversano sulle lingue di quei perfetti Maestri che tengono il Satsang nel mondo mortale. Viene distribuito al sangat che partecipa ai Satsang dei perfetti Maestri. I fortunati accolgono questo nettare. Prendono a cuore ogni singola parola pronunziata dal Maestro nel Satsang e plasmano le loro vite”. (Sant Ajaib Singh Ji Maharaj)
La Sant Mat non è una religione, né dovrebbe assumerne il modello o la forma. È il sentiero per migliorare noi stessi. Solo quando abbandoniamo tutti i tratti negativi, le manchevolezze, dovremmo reputarci migliori. Guru Arjan Dev Ji Maharaj dice: “Quando la gelosia e l’invidia per gli altri sono finite dentro di noi, solo allora dovremmo considerare di aver ricevuto l’effetto del Satsang”. Dovremmo considerare di aver avuto l’effetto del Satsang quando contempliamo lo stesso Dio sia nell’amico sia nel nemico. Quando contempliamo lo stesso Dio sia nell’amico sia nel nemico, non possiamo criticare nessuno: a quel punto ci liberiamo dell’egoismo. Infatti Dio è Colui che dà a tutti, perché dovremmo essere gelosi se Dio concede felicemente a qualcuno? Quando vediamo l’incantevole, stupenda Forma del Maestro dentro di noi, a quel punto la contempliamo pure in tutti gli altri e siamo molto sorpresi di vedere come quell’incantevole, stupenda Forma è in tutti”. (Sant Ajaib Singh Ji)

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